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Italiani d'accordo alle unioni gay

di Aurelio Mancuso

 

E’ quasi stupefacente che gli italiani, nonostante l’omofobia imperante nella politica, nei mass media, nella chiesa cattolica, siano sempre più convinti che alle persone omosessuali bisogni riconoscere diritti, primo fra tutto quello di poter veder riconosciute giuridicamente le loro unioni.

 

Secondo il Rapporto Italia 2010 dell’Eurispes, infatti, sale al 61,4% la percentuale di chi è favorevole a una legge. E dentro questa percentuale cresce lievemente anche il numero delle persone che sono d’accordo che le coppie omosessuali abbiano il diritto di sposarsi con rito civile. Complessivamente la percentuale di chi è a favore di una legge sulle unioni civili aumenta del 2,5% in un anno e di quasi il 10 % in sette anni (51,6%9). Questo dimostra più di ogni altra cosa che l’azione culturale e sociale del movimento lgbt, a fronte di un ampliarsi dell’opposizione o dell’indifferenza da parte della politica, ha saputo reggere il duro urto di questi anni e anzi sta conquistando nuovo consenso nell’opinione pubblica. Rimane il fatto che il Parlamento sia stato incapace di affrontare temi come il contrasto all’omotransfobia e il riconoscimento giuridico delle coppie gay e questo pesa fortemente sulla vita concreta di milioni di persone.

L’avvio di una discussione parlamentare appare lontanissimo, l’Italia è l’unico grande paese europeo a non avere una legge in materia, mentre 20 stati del vecchio continente ne sono già dotati e altri seguiranno. Ma i dati odierni, dimostrano con chiarezza che le riforme civili non potranno esser paralizzate ancora per lungo tempo e che tocca anche a noi intensificare un’opera di coinvolgimento di tanti cittadini anche non gay che si rendono conto quanto questo tema sia ormai l’emblema per un vero cambiamento della politica.

 

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