di Andrea Colombo
E’ possibile, figurarsi, che nelle prossime ore o nei prossimi giorni venga fuori qualche solido indizio a carico di Moreno Morlacchi, figlio di Piero, militante nel nucleo storico delle antiche Brigate rosse, e Costantino Virgilio, arrestati stamattina a Milano. Qualcosa insomma che giustifichi l’accusa piuttosto grave di star ponendo le basi per una improbabilissima ripresa della lotta armata, o terrorismo che dir si voglia in questo ridente e pacificato paese.
E’ possibile. Però, stando alle prime dichiarazioni della procura di Roma, quella che stamattina ha disposto la custodia cautelare per i due sospetti di brigatismo, mica tanto probabile. Gli indizi, in effetti, sembrano davvero miserelli.
C’è un’intercettazione vecchia di tre anni. Morlacchi avrebbe parlato al telefono con un anonimo che, forse, era Luigi Fallico arrestato con l’accusa di meditare un attentato (mai verificatosi) alla Maddalena in occasione del vertice del G8, quello che poi si è svolto all’Aquila.
C’è un manuale che i cronisti non esitano a definire “di cyber terrorismo”, e che in realtà serve solo a schermare i pc da incursioni di cyber spioni non troppo ferrati in materia.
C’è il consiglio di usare, nella scrittura di eventuali documenti, il sistema txt, che guarda caso è quello con cui fu approntata la rivendicazione di un attentato (fallito) contro una caserma di Livorno, nel 2006. Ma è anche, ariguarda caso, quello con cui ogni giorno vengono salvati nel mondo migliaia di documenti innocenti sismi.
C’è il cognome di Manolo Morlacchi, che di per sé fa indizio grave tanto più che il reprobo non lo ha mai rinnegato e anzi si è dichiarato più volte orgoglioso di suo padre, e si può immaginare più sfrontata prova d’irriducibilità nefasta?
Non è detto, va da sé, che gli inquirenti abbiano scoperto tutte le carte in proprio possesso. Vedremo nei prossimi giorni. Ma certo, se non dovesse esserci altro indizio oltre a quelli sin qui dichiarati, sarebbe difficile evitare la sensazione di trovarci di fronte a una vicenda in cui tutto è virtuale, dagli attentati mai commessi alla banda armata senza armi. Tutto a parte la galera e il nome Morlacchi.
- Login o registrati per inviare commenti
Versione stampabile












i brigatisti rossi
i brigatisti rossi comunisti, reali o potenziali, è bene che stiano in galera.Senza se e senza ma. Ma non è solo colpa loro. Chiedere a Bertinotti, Rizzo,Vendola... Solo che questi fanno "i fighi", pagati, riveriri, intervistati.... Gli altri, fanno i COGLIONI!!!