Roma. Popolo rom schedato, sgomberato, senza pace

Gli zingari me li sono sentiti accanto tanti anni fa, senza che loro nemmeno se ne accorgessero. Tanti anni fa quando ero un giovane fotografo. Avevo un modo particolare di vedere, lavoravo per i giornali della sinistra più estrema ed ero sempre discriminato, differenziato.
Roma 1977 Ragazza e carabinieri

Le folle di movimento si riconoscono subito. Anche nel ricordo, non hanno niente a che fare con le folle di partiti, di sindacato, di tifosi. Sono completamente diverse dalle folle degli eserciti, dalle folle delle fabbriche negli anni di passività. Le folle di movimento comparivano all’improvviso, l’aria davanti a loro vibrava di sorpresa e di meraviglia, si vede ancora nelle fotografie. Le persone arrivavano tutte insieme ed era come se su quella strada, su quella piazza, su quel tetto di carcere, a quella cancellata di fabbrica, a quella rete di manicomio arrivassero per la prima volta.
12. Lilli il vagabondo
L’Amministrazione continuava a sfornare Grandi Idee per rilanciare il ruolo della città; l’ultima, afferente il progetto di «Roma verde» – né di destra né di sinistra, ci tenevano a dire tutti, come potesse essere questa una garanzia di alcunché – era nell’ordine dei Parchi a tema e si chiamava «Green Planet». Se ne individuava la futura collocazione a Cinecittà. Ci sarebbero state le savane africane, con gli animali che vagavano inquieti e le notti nere come la pece e i giorni con una luce accecante; ci sarebbero stati i canyon americani, piantati nell’immaginario di chi amava il cinema western, con i loro fiumi, le grotte dei nativi con gli affreschi, i puledri selvaggi e i duelli al sole, ma pure quella stratificazione geologica dove si poteva leggere il mondo; ci sarebbe stata anche una foresta pluviale tropicale, con la rigogliosa vegetazione e tutte le specie – uccelli, mammiferi, rettili, insetti – in via d’estinzione.



















